Momento bucolico

Giuseppe Galletta - "La Scatola delle Stelle"

1987 - Olio su tela


“…Quand arrive minuit et que la lune est belle
On voit alors dans le ciel arriver les morts-vivants
Ils sont vítus de vieux oripeaux de miséreux
Usés par le temps et brisés par les ans

On les accueille avec joie:
Ils sont notre espérance,
Notre raison de vivre,
Notre source seule de jouissance...
Dis-moi, toi qui semblait avoir mille ans,
Raconte-moi comment c’est dans le ciel, comment...
Raconte-moi si les étoiles sont d’or
Raconte-moi, raconte-moi comment…»

posted by Laurikken @ 11:34 - mercoledì, 07 maggio 2008
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L'OSTEGGIATORE ROMANO

tratto da

"L'OSTEGGIATORE ROMANO"

(inserto del VERNACOLIERE

di mercoledì 2 aprile (Santa Puppònia Parrucchiera & Martire)



posted by Laurikken @ 16:07 - mercoledì, 30 aprile 2008
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UN CONCERTO, SI, MA DA UN NUOVO PUNTO DI VISTA




Se proprio devo alzarmi da questa sdraio dove mi sto crogiolando dopo un abbondante pranzo ci deve essere una ragione sufficientemente convincente.  Finalmente qualche raggio di sole a scaldare il giardino…ma uno scambio di sms mi sprona ad abbandonare il letargo. Oltretutto è appena un’ora di strada…

Salgo in macchina con la speranza che le tre tacche di benzina siano sufficienti: con quello che costa, a fine mese o si viaggia o si mangia.

 Questa volta niente valico appenninico (che è stato appurato essere 726 metri sul livello del mare): oggi si affronta l’odiatissima SS (che non è una sigla nazista, ma l’agonia nel percorrerla potrebbe vagamente ricordare la Shoah) FIRENZE – PISA – LIVORNO, meglio conosciuta come la superstrada impossibile, nel senso che difficilmente si potrà raggiungere il luogo desiderato in tempi utili.

Perché sulla FI-PI-LI succedono cose che voi umani non potete neanche immaginare.

Un esempio fra milioni: nonostante sia la strada che i fiorentini usano per andare al mare, ogni anno, nel primo week end di agosto, si viaggia a una corsia per senso di marcia perché rifanno l’asfalto.

Inutile dire che se proprio si desidera il mare si fa prima ad andare in macchina a Sharm El Sheik che a Rosignano.

Comunque di domenica 20 aprile alle ore 17 pare affrontabile: sulle partenze intelligenti non sono seconda a nessuno.

Le istruzioni sono: FI-PI-LI fino in fondo e prendere il lungo mare verso la darsena vecchia.

A Livorno ci sono stata un sacco di volte. E’ una città fantastica. Prima di tutto è ricca di tutte quelle particolarità che solo le città di porto possono avere. Una Repubblica Marinara, gente che va e gente che viene, città di scambi, mercati, marinai e pescatori.

Ma quello che ha in più rispetto alle altre città di mare, oltre al mercatino americano, è una caratteristica che nessun altro può vantare: i livornesi.

Leggetevi un numero del Vernacoliere e poi ne riparliamo.

Il problema che si pone al momento, però, è come orientarsi: io ci andavo a fare forca da scuola a Livorno, e andavamo con il treno…ma beccato il lungo mare, grazie a un ponte che mi porta in alto, sento la musica e vedo laggiù una piazza con un palco ed un bel po’ di gente…ma vieni!!!!

Mi precipito giù dal ponte andando verso la direzione avvistata, parcheggio (non si paga!! Maledetta Firenze Parcheggi…) e in 10 minuti sono nella piazza.

Adesso bisogna trovare qualcuno, ma mentre lo penso mi sento chiamare: due musicanti che mi infamano subito perché rompo le balle con Libera e poi mi pesa il culo da Firenze a Livorno.

“Io sto bene grazie, e voi?!”

La veleggiata di Libera è partita da San Remo e oggi passa da Livorno, questo il motivo di festeggiamenti e concerti. Mi metto in cerca di un certo Andrea che è stato il mio contatto quando sono stata chiamata a dare un piccolo aiuto nell’organizzazione. Lui mi spiega che ci sono 7 gruppi locali che si alterneranno sul palco fino alle 22 circa e poi chiuderanno i Modena City Ramblers.

Le 22?! Io domani devo andare in ufficio. Ma a questo punto, chi se ne frega.

Mi indica un bar-ristorante. Entro, divoro un toast e noto che la stanza è soppalcata. Una testolina si affaccia: Betty! Scende e viene a salutarmi, ci prendiamo un caffè, mi racconta le ultime serate e di questo Fuori Orario, luogo leggendario che andare a vedere è diventato per me un obbligo morale.

Vaghiamo a gruppetti ascoltando i generi musicali più vari provenire dal palco, finchè non arriva l’ora di cena.

I musicanti sono gente ospitale e dopo la cena al Circolo Canottieri eccomi a scroccare pesce a Livorno!

Si aggrega anche un tizio, un amico di Francesco, uno che sono sicura di aver già visto da qualche parte…indago.

“Deh, forse m’hai visto ner film, ero l’amico sfigato in Ovosodo”.

Ecco, ecco…


Dopo la sgranata di pesce ci vuole una pausa. Mi alzo, esco, e un tizio alto che era nel gruppo alla cena sembra avere la stessa idea.

Fumiamo tutti e due tabacco e mentre chiudiamo le nostre sigarettine ci mettiamo a chiacchierare.

Lui è Uazza. Fa il tecnico, ha scritto un libro che stanno per pubblicare, è un anarchico convinto.

Siamo subito in sintonia io e questo Uazza, forse perché accumunati per una passione per il… jamaican style.

“Allora, se vuoi, dopo vieni sul palco accanto a me.”

I ragazzi dell’Associazione chiedono ai musicanti di fare un’intervista. Io girello, faccio foto.

    

            CON I RAGAZZI DELL'ASSOCIAZIONE

Finalmente vengono presentati. Uazza ha la sua postazione su un lato del palco e mi invita a salire: la piazza è davvero piena…

UAZZA

Durante il concerto io e il tecnico anarchico parliamo di politica e di anarchia, fumiamo, ci facciamo le foto da soli in stile Thelma e Louise (ma con risultati decisamente peggiori) facciamo le foto a Robi che fa le linguacce mentre suona.

“Questa canzone è un vecchio canto anarchico che i partigiani hanno ripreso cambiando alcune parole” – mi dice tutto fiero.

“Non riesco a sentire bene…”

Pigia un tasto e magia: nella cassa di fianco a noi solo la voce femminile che sta cantando. Poi la strofa va alla voce maschile, pigia un altro tasto, ora si sente solo quella.

“Da questa cassa posso sentirli singolarmente. Vuoi il flauto? Ecco il flauto. Violino?”

Che figata. Ma ancora non sono sicura che fosse un canto anarchico.


    





Salgono sul palco insieme ai musicanti tutti i ragazzi che hanno suonato durante il giorno e insieme cantano “I 100 passi”. Li vedo da dietro, rivolti verso la piazza dove, anche da quassù, non si riesce a vedere la fine della folla.
Un brivido.

Il concerto finisce, aspetto di poter salutare, è tardissimo…



 




...si si, aspetta un attimo che vado a cambiarmi, aspetta un attimo che vado a prendere la mia roba, aspetta un attimo che ora arrivo e finisce come sempre che si traccheggia! Alle una sono ancora a fare le fotografie con le smorfie in darsena vecchia a Livorno…

 

Ma va bene così: c’è un clima da gita scolastica e questi amici valgono il viaggio e la nottata in bianco, grande famiglia…

Il fatto che la mia macchina fosse “oltre il ponte” ci fa perdere un altro quarto d’ora in cazzate.

Mi rifiuto di prendere la FI-PI-LI e mi butto in autostrada a Rosignano, limite a 130 e si fa prima. Speravo che le tre tacche bastassero…e invece si rischia di rimanere a piedi.

I benzinai di Serravalle sono annoiatissimi e mi confidano che in giro non c’è nessuno e mangiano per passare il tempo. Mi offrono una girella e faccio colazione con loro.

“Buonanotte”

“Buonanotte e buon viaggio".

La benzina è cara, soprattutto per il mio portafoglio a fine mese. Ma per fortuna è tornato lo Psiconano, tra poco non avremo più di questi problemi. Saremo tutti dei piccoli milionari.

Non aveva detto che la benza ce la passa lui? C’è la svendita nei depositi Alitalia…

 

 

 

 

posted by Laurikken @ 22:25 - domenica, 27 aprile 2008
commenti (3) in pensieri, viaggi, foto, fatti, concerti
NON MI INTERESSANO I CONSIGLI PER GLI ACQUISTI

Mi sembra il momento giusto per proporvi questo.
Sono ancora troppo provata per scrivere qualcosa a proposito di quanto è successo.
Devo metabolizzare il ritorno dello psiconano, e sono ancora lontana.
E mi sento molto come il tizio della canzone.

"L'Ego" - di Io, Carlo


posted by Laurikken @ 11:09 - mercoledì, 16 aprile 2008
commenti (9) in songs, fatti, video
VELEGGIATA E CONCERTO ANTIMAFIA

DOMENICA 20 APRILE
prenderà il via a Livorno la tappa toscana

 della

Veleggiata Antimafia

promossa dal
Centro Culturale Felicia e Peppino Impastato
di San Remo
e a livello locale dalle
Associazioni CEIS-Comunità
e il SESTANTE.

L'evento di apertura sarà un concerto che
inizierà alle 17

e vedrà avvicendarsi sul palco gruppi musicali locali per chiudere con la presenza dei
MODENA CITY RAMBLERS.





posted by Laurikken @ 11:29 - martedì, 15 aprile 2008
commenti (2) in concerti, iniziative
UN DIVANO A CANAPE'

UN DIVANO A CANAPE'

 

Viaggi, musica e impegno: Bandabardò si racconta

 

 Il 29 Aprile alle ore 21:00 presso il centro CanApè - via Giusti 7 a Campi Bisenzio (Firenze) ci sarà un incontro con la Bandabardò, il gruppo toscano attraverso canzoni, video e parole racconterà ai presenti la propria esperienza di crescita attraverso la musica, fino alla scelta di utilizzare la loro passione per tradurla in impegno civile e umanitario.

A inizio serata verrà proiettato il documentario girato durante la loro permanenza in Chiapas, e gli artisti ci racconteranno del loro viaggio e delle attività di solidarietà promosse in questi ultimi anni.

La serata sarà un occasione per conoscerli più da vicino, fare domande e parlare con loro…..e ovviamente contribuire alla raccolta fondi del centro CanApè partecipando alla pesca di beneficenza.

L'ingresso alla serata è gratuito.

posted by Laurikken @ 15:38 - venerdì, 11 aprile 2008
commenti (1) in iniziative
MCR - Ponti per la Pace - soundcheck


...delegazione MCR - soundcheck...

CIRCOLO CANOTTIERI FIRENZE - 11 SETTEMBRE 2007
" PONTI PER LA PACE "


Da qualche anno a questa parte la Regione Toscana organizza, in occasione dell'11 settembre, una manifestazione chiamata "Ponti per la Pace": vicino ad ogni ponte che attraversa l'Arno ci sono musica e iniziative.
Lo scorso settembre, con il Ponte Vecchio alle spalle, ha suonato una piccola delegazione dei Modena City Ramblers (Fry Moneti, Dudu Morandi e Gabi).
Ho avuto l'onore di stare con loro prima e dopo il concerto e di scroccare con loro una fantastica cena al Circolo Canottieri (storico club supervip di Firenze) dove noi 4 ci siamo comportati come liceali in gita.
Ed è anche stata l'ultima volta che ho avuto la possibilità di farmi affumicare dal sigaro del mio bouzoukaro del cuore.

Grazie a Fry e Dudu per il solito "ok ma che ce lo chiedi a fare rintronata?!" alla mia richiesta di approvazione per la messa online di questo piccolo e inedito video girato da me medesima.






posted by Laurikken @ 14:51 - martedì, 08 aprile 2008
commenti (3) in songs, pensieri, fatti, concerti, video
Cortez The Killer

"CORTEZ THE KILLER"
(Neil Young Cover)

Dave Matthes Band & Warren Haynes
@ Central Park


Quando sento cose come questa ringrazio madre natura di averci regalato persone capaci di suonare in questo modo e l'udito per poterle ascoltare.


posted by Laurikken @ 10:03 - giovedì, 03 aprile 2008
commenti (1) in songs, pensieri, video
ON THE ROAD TO CORLEONE / 4

 

MERCOLEDI 19 MARZO

GUIDE INGLESI, PANCHE GRIFFATE, FINANZIERI E TORRI SARACENE


 

Questa mattina Salvatore deve andare a Trapani a comprare delle nuove piantine di vite. Orario della partenza: le 6. Declino l'invito. So che vorrebbe che andassi sui campi con gli altri ma oggi ho un altro programma: mi dedico al culturale! Non sarà contento ma so che Calogero approverà, l'importante è avere il culo parato.

Esco di casa alle 9, colazione in piazza e mi dirigo verso l'unico tabaccaio che vende il Golden Virginia.
Stamattina voglio andare al Centro di Documentazione Antimafia dove siamo già stati 2 anni fa: eravamo tanti, stile gita scolastica, oggi voglio godermelo da sola. Sulla porta c'è un  cartello: da marzo si paga il biglietto. Va bene. Entro, pago 3 euro e mi si avvicina un ragazzo: c'è la guida!

Mi chiede come sono finita a Corleone, dico campi di lavoro e capisce al volo. Ha uno spiccato accento inglese e quindi gli pongo la stessa domanda e mi racconta di essere di Bristol ma che i suoi genitori sono originari di qui, si è sposato una siciliana e questa ora è casa sua.

Il Centro di Documentazione consiste in una serie di foto d'epoca che ricostruiscono la storia della mafia siciliana ma soprattutto ci sono i documento originali del maxi processo, molti dei quali scritti di pugno da Falcone e Borsellino.
La maggior parte delle foto esposte sono state scattate da una fotografa di nome Letizia Battaglia, una donna vicina al sindacato e al partito comunista dell'epoca.
Ovviamente le foto non sono solo una forma d'arte ma piuttosto immagini di denuncia.

L'inglese inizia la spiegazione parlando in generale, come farebbe una guida del museo archeologico con i turisti che non sanno nulla di archeologia.
Visto che siamo entrati subito in confidenza gli dico che conosco abbastanza bene i fatti e i personaggi, che so collocarli storicamente dai fasci contadini all'arresto di lo Piccolo e che sono li perchè vorrei andare oltre. Sembra sollevato dalla cosa, può evitare di ripetere la solita poesia a memoria ed inizia una conversazione informale fatta di racconti e vita vissuta, cose che non avrei trovato su nessun libro.

Mi racconta un aneddoto.
- "Michele Navarra era chiamato Il Dottore o il Gentiluomo. Bella presenza, sempre elegantissimo, faceva donazioni al paese. La prima ambulanza di Corleone l'ha comprata lui. E se vai nella chiesa madre, quella vicina al comune, vedrai che sulla quinta fila di panche dall'altare c'è una targhetta con il suo nome perchè le comprò lui. Capito come si poneva? La mafia aiuta la gente, lo Stato no."

  

Palermo. La foto dimostra che Letizia Battaglia è arrivata sul luogo dell'omicidio prima delle forze dell'ordine e dei soccorsi, che sono di sfondo in cima al vicolo







Regolamento di conti. Come si vede dalla foto il corpo verrà portato via dalle forze dell'ordine in una bara rudimentale, una cassa di legno grezzo. Se fosse stata una morte per incidente "normale"avrebbero usato una bara vera. Era lo scherno e la sfida della Polizia nei confronti dei mafiosi uccisi.







BORIS GIULIANO, Capo della Mobile, ucciso il 29 luglio 1979








Il giudice CESARE TERRANOVA, parlamentare del Partito Comunista e in Commissione Antimafia, ucciso a Palermo nel settembre del 1979, incastrò il boss Luciano Liggio che lo condannò a morte.

La sua guardia del corpo, il Maresciallo LENIN MANCUSO, poteva essere risparmiato ma fu ucciso solo per il nome che portava.



LUCIANO LIGGIO, boss corleonese









VITO CIANCIMINO, ex sindaco di Palermo, durante il processo "mafia e appalti" del 1989






L'attentato in cui perse la vita ROCCO CHINNICI: per la prima volta la mafia usa l'esplosivo (sicuramente di importazione). Con lui persero la vita il maresciallo MARIO TRAPASSI, l'appuntato SALVATORE BARTOLOTTA e il portiere STEFANO LI SACCHI


L'agguato a SALVO LIMA (eurodeputato!!!)









 





I documenti del maxi processo

 


Il figlio di un boss ucciso, fotografato durante la veglia funebre per il padre.

Vive ancora oggi vicino a Corleone ed è, per fortuna, una persona onesta.








Finiamo il giro ed arrivati all'ultima stanza si scusa perchè ho dovuto pagare il biglietto.

- "Rischiamo di chiudere. e qui siamo volontari"
- "Come rischiate di chiudere?!"

Si avvicina e parlando sotto voce mi spiega una serie di follie burocratico-politiche che verrebbe voglia di spalancare una finestra e mettersi a urlare.

Se ne va dicendomi che posso restare quanto mi pare e consigliandomi di fare delle foto perchè alcune immagini non si trovano neanche su internet.

Rifaccio il giro con calma soffermandomi nella stanza con i documenti del maxi processo, con le pareti ricoperte di scaffali pieni di vecchi inserti da ufficio in stile anni 80.
Mi metto a leggere le targhette: Gaspare Mutolo, Salvatore Riina, Michele Greco...ce n'è per tutti i gusti.

Prima di uscire mi fermo alla portineria e chiedo di nuovo alla guida british il nome della fotografa: non l'avevo mai sentita nominare e vorrei saperne di più.

Ovviamente la seconda tappa è d'obbligo: la chiesa!!
Aveva ragione, la targhetta sulla panca di legno della quinta fila c'è e mi verrebbe da staccarla con le unghie e con i denti ma siccome ho del senso civico e rispetto per il luoghi sacri (tutti) mi limito ad imprecare.

Terza tappa: la casa dei Riina, ma non quella dell'altro giorno, un'altra: sempre confiscata fu usata prima come sede dell'Istututo Tecnico Agrario di Corleone grazie all'ex sindaco Pippo Cipriani e che dovrebbe doventare la nuova sede della Guardia di Finanza.
Ci siamo stati 2 anni fa, anche dentro, e stavano iniziando i lavori per renderla adatta al nuovo scopo.

Cerco di usare il senso dell'orientamento per trovarla senza fare giri a vuoto e mi arrampico fra i vicoli e le vecchie case, passo accanto alla targa che mi  ricorda che in quel punto è stato ucciso il sindacalista Bernardino Verro, e finalmente riconosco il dietro della villa.
Sulla facciata c'è scritto Guardia di Finanza ma è tutto chiuso. Perchè?! Perchè ancora non la usano, dopo tutto questo tempo?


Il mio istinto di rompiballe mi costringe ad andare alla ricerca della vecchia sede delle fiamme gialle a chiedere delucidazioni. Ma non mi ricordo assolutamente dov'è.
La fortuna vuole che incontri una macchina di vigili (la prima volta in vita mia che sono felice di vederli), mi spiegano, seguo le indicazioni.

Ecco la sede della Finanza. Passo il cancellino, arrivo alla porta suono.
Mi apre un tizio in divisa e fa subito una faccia al limite fra il sorpreso e il sospettoso.
Mi presento (nel senso di nome e cognome), gli dico che so della confisca dell'altra casa e la destinazione che gli è stata data, che so che l'assegnazione è di un bel pò di tempo fa e che sono curiosa di sapere come mai ancora è chiusa. E' un bene pubblico, la Finanza è dello Stato, legittimo chiedere.
Il tizio mi fa stare sullo zerbino.

- "No, ancora non è utilizzabile"

Grazie, eh. Avrei voluto dirgli che quella era l'unica cosa che avevo capito e che è per quello che ero lì. Ma sei un finanziere o un carabiniere?!

Ci vuole un'idea.

- "L'altra volta abbiamo anche potuto vedere l'interno  grazie a un suo collega. Eravamo qui con i campi di lavoro "Liberarci dalle Spine", non so se conosce, organizzati dall'ARCI Toscana...infatti ora sono qui anche per sbrigare alcune cose per Maurizio Pascucci...."

Scopro di aver detto le parole magiche, tipo apriti sesamo: ARCI TOSCANA, LIBERARCI DALLE SPINE, MAURIZIO PASCUCCI. E il gioco è fatto!I
Il finanziere si rilassa un attimo, cambia espressione e mi fa entrare.

Mi spiega che stanno finendo i lavori nelle celle (che sono obbligatorie) ma che tra poco faranno il trasloco e che Maurizio è stato li la settimana precedente e ce l'hanno anche chiuso dentro, alla cella. Il brivido della carcerazione.

Comunque il finanziere si dimostra gentile e il fatto che Maurizio stia monitorando quel che accade (cella compresa) è una garanzia.
Ringrazio, sorrisone, saluto.

 

Ex casa Riina, futura sede della Guardia di Finanza


Ho un sacco di chilometri di salita sulle gambe, ho fame e caldo: cibo e panchina in Villa.
Mi siedo, addento un tramezzino e mi metto a sfogliare il giornale.

C'è un tizio seduto sull'erba con un libretto in mano. E' evidente che quando è nato ha avuto in dotazione qualche giorno in meno.

- "Di dove sei?"

Lo sapevo...chiaro, limpido, io i matti li attiro come le mosche.

- "Sono Toscana."

Ci mettiamo a parlare e qualcosa di sensato viene fuori. Mi racconta di aver vissuto per un periodo "al nord" (non è dato sapere dove) che lavorava come operaio ma che per colpa di un suo cugino ha avuto dei guai, ha perso il lavoro ed è tornato qui. Il cugino deve essersi approfittato della sua...ingenuità.

Ha in mano un libretto su Gesù pieno di appunti e frasi sottolineate.

Mi dice che si è pentito degli errori e che è dispiaciuto per aver perso il lavoro.

- " Beh, tutti facciamo degli errori...l'importante è rendersene conto e rimediare. In fondo lo dice anche la Bibbia, chi è senza peccato scagli la prima pietra!"

La citazione biblica è un'arma a doppio taglio, nel senso che mi guadagno la sua fiducia ma mi attacca un gancio di 1 ora.
Per fortuna vedo Nino che cammina sul marciapiede e mi da il pretesto per la fuga.
Un giretto con il mio piccolo amore siculo che poi sparisce fra i vicoli con i suoi amici.

Ultima tappa: la Camera del Lavoro.
E' ancora chiuso, mi siedo sul marciapiede.
Una macchina, scendono due ragazzi. Uno lo conosco sono sicura. Ci guardiamo...

- "Sei Laura, vero? Giuseppe mi ha detto del tuo arrivo. Faccio il servizio civile alla CGIL, ci siamo visti in estate al centro multimediale. Vieni che ci prendiamo un caffè!"

Ah, ecco chi è! Si si, mi ricordo! Saliamo in macchina e andiamo a prenderci questo caffè. Da lì di nuovo alla CGIL, ho appuntamento con Giuseppe di Dialogos.

Lui e la sua ragazza vogliono portarmi sull'ultima rocca che mi manca da vedere, quella con la torre saracena.
In cima alla rocca il paesaggio è un mix fra il gennargentu e il deserto dei tartari, se si esclude il pastore con le pecore e i cani feroci, un posto dimenticato da Dio e, a questo punto, anche dai saraceni.

 

Ci dobbiamo arrampicare un pò. è tutto scosceso e ripidissimo, non vorrei che diventasse la mia foiba, però arrivati in cima capisco che ne è veramente valsa la pena: il panorama è da togliere il fiato.

La torre di avvistamento saracena è ancora in buono stato, se non si considerano le scritte "mario ama lucia" e le bottiglie di birra vuote dentro il rudere. Italioti.

I ragazzi mi fanno notare che su ognuna delle rocche, questa compresa, c'è una croce e che, con il cristo che domina Corleone, è la riproduzione della scena del calvario, con Gesu al centro e i ladroni ai lati.

Guardo Corleone dall'alto, il Cristo e le rocche: è vero!!
Solo chi abita qui poteva farmi notare una cosa del genere.

E' ora di cena ragazzi: ritorniamo a valle...

 


























             La rocca con l'ex carcere, oggi monastero di frati






                           La rocca con la torre saracena





Il Cristo sulla terza Rocca e sotto la statua di San Leoluca, patrono di Corleone











posted by Laurikken @ 14:12 - venerdì, 28 marzo 2008
commenti (4) in pensieri, viaggi, foto, fatti, i love sicilia, mi sento don chisciotte
ON THE ROAD TO CORLEONE / 3

MARTEDI 18 MARZO

CONCIME, NUOVI AMICI, PECORE RIBELLI E BOSS (MA QUELLI BUONI)

 

 

 

La mia tecnica ormai è rodata: doccia la sera, vestiti pronti, mi alzo alle 6.50 per essere pronta alle 7.

Solito appuntamento in piazza, colazione, Repubblica e figurine.

In questi giorni ho appurato che Stronzio Junior fuma (o è innamorato della tabaccaia) gli piace il caffè e fa servire prima le “signorine” per essere educato (e alle signorine tocca pure dire grazie…).

Questa mattina è diversa dalle altre, Salvatore mi dice che “ci sono un sacco di cose da fare” ma come sempre non mi dice dove stiamo andando.

La prima tappa è in una azienda agricola per comprare il concime, sacchi enormi con della strana roba granellosa dentro.

Seconda tappa: andiamo a prendere V.

V. è un amico dei ragazzi della cooperativa che si è sfasciato tutto a causa di un incidente stradale e infatti arriva con le stampelle. Insieme a lui e a Salvatore andiamo in un’altra azienda agricola mi sto ancora chiedendo a fare cosa, probabilmente a cercare del materiale che mi è oscuro in quanto mentre loro parlavano con il tipo io ero a giocare con dei cani (Salvatore mi prende in giro perché sono fissata con gli animali e perché ispiro loro subito simpatia “come ti vedono arrivano scodinzolando e ti portano il bastone, da oggi ti chiamerò San Francesco”).

Terza tappa: nel campo di V. a concimare perché lui a malapena cammina figuriamoci se può guidare un trattore. Da qui capisco che il concime era per lui e Franco, Bernardo e Salvatore gli stanno facendo un favore dandogli una mano.

Durante i vari spostamenti Salvatore e V. parlano e anche se è dialetto non è quello incomprensibile di Franco, così cerco di seguire. Questo amico parla della manifestazione di Bari, chiede a Salvatore previsioni sul voto Borsellino-Finocchiaro contro “il sostituto di Cuffaro”, di responsabili della sicurezza sul lavoro. Mentre i ragazzi gli concimano il campo con il trattore ci parlo un po’ anche io e questo tipo mi piace!

Lo riportiamo a casa, mi saluta e mi fa mille in bocca al lupo.

Perdiamo un sacco di tempo a fare tutti questi giri, oltretutto ci sono i panini da comprare…Salvatore ed io arriviamo a Malvello che gli altri stanno già lavorando da un po’. Ci mettiamo a legare queste benedette piantine che sono bassissime: il lavoro non sarebbe neanche faticoso se non fosse che mi sono completamente consumata la cartilagine delle ginocchia alzandomi e abbassandomi di continuo. Per farvi capire, l’unica alternativa è strisciare nel fango (e dopo la Saracca credo che potrei anche farlo).

Ed ecco che arriva di nuovo il dolcissimo, intelligente, fascinoso boss della cooperativa: Calogero, il presidente più amato dalle italiane! So che dalla foto potrete pensare che sono pazza ma vi assicuro che è davvero affascinante, occhi verdi  e voce molto sexy (Dio voglia che non legga mai questo blog) e tante ragazze hanno scelto di fare il campo a Corleone invece che a Canicattì perché l’avevano conosciuto a Firenze.

E comunque MARTELLINA MI E’ TESTIMONE!

Ci racconta di come è andata la denuncia (niente di preoccupante, si trattava di “pascolo abusivo”). Siccome a sentire il poco simpatico proprietario sono gli animali che scappano da soli (un giorno si e l’altro pure) i ragazzi iniziano a sparare cazzate su pecore portate in caserma e interrogate, capre con l’avvocato e oche rinviate a giudizio.

Quando arriva il momento di andarsene tutti risalgono sui mezzi mentre Salvatore e Calogero vanno da una parte a parlare. Sono le due figure rappresentative della cooperativa e spesso li abbiamo visti appartarsi per prendere decisioni di vario tipo. Da quello che ho intuito c’è una questione piuttosto importante e io in questa situazione non so dove collocarmi. Forse è meglio se salgo con qualcun altro.

E invece mi chiamano.

Rientro a Corleone insieme a Salvatore in macchina di Calogero (Marty finalmente l’ha cambiata!!) e non solo continuano a parlare ma mi coinvolgono. Mi spiegano le parti della faccenda che non conosco, faccio domande e dico cosa penso in proposito.

Non credo di essere capace di descrivere a parole il valore che questo ha per me. Dimenticando per un istante tutti i traguardi raggiunti da Libera e dalla cooperativa, traguardi che sono di tutti e quindi i più importanti, quella mezz’ora è stata per me il compenso morale e una vera soddisfazione personale. Insomma, un onore.