MERCOLEDI 19 MARZO
GUIDE INGLESI, PANCHE GRIFFATE, FINANZIERI E TORRI SARACENE

Questa mattina Salvatore deve andare a Trapani a comprare delle nuove piantine di vite. Orario della partenza: le 6. Declino l'invito. So che vorrebbe che andassi sui campi con gli altri ma oggi ho un altro programma: mi dedico al culturale! Non sarà contento ma so che Calogero approverà, l'importante è avere il culo parato.
Esco di casa alle 9, colazione in piazza e mi dirigo verso l'unico tabaccaio che vende il Golden Virginia.
Stamattina voglio andare al Centro di Documentazione Antimafia dove siamo già stati 2 anni fa: eravamo tanti, stile gita scolastica, oggi voglio godermelo da sola. Sulla porta c'è un cartello: da marzo si paga il biglietto. Va bene. Entro, pago 3 euro e mi si avvicina un ragazzo: c'è la guida!
Mi chiede come sono finita a Corleone, dico campi di lavoro e capisce al volo. Ha uno spiccato accento inglese e quindi gli pongo la stessa domanda e mi racconta di essere di Bristol ma che i suoi genitori sono originari di qui, si è sposato una siciliana e questa ora è casa sua.
Il Centro di Documentazione consiste in una serie di foto d'epoca che ricostruiscono la storia della mafia siciliana ma soprattutto ci sono i documento originali del maxi processo, molti dei quali scritti di pugno da Falcone e Borsellino.
La maggior parte delle foto esposte sono state scattate da una fotografa di nome Letizia Battaglia, una donna vicina al sindacato e al partito comunista dell'epoca.
Ovviamente le foto non sono solo una forma d'arte ma piuttosto immagini di denuncia.

L'inglese inizia la spiegazione parlando in generale, come farebbe una guida del museo archeologico con i turisti che non sanno nulla di archeologia.
Visto che siamo entrati subito in confidenza gli dico che conosco abbastanza bene i fatti e i personaggi, che so collocarli storicamente dai fasci contadini all'arresto di lo Piccolo e che sono li perchè vorrei andare oltre. Sembra sollevato dalla cosa, può evitare di ripetere la solita poesia a memoria ed inizia una conversazione informale fatta di racconti e vita vissuta, cose che non avrei trovato su nessun libro.
Mi racconta un aneddoto.
- "Michele Navarra era chiamato Il Dottore o il Gentiluomo. Bella presenza, sempre elegantissimo, faceva donazioni al paese. La prima ambulanza di Corleone l'ha comprata lui. E se vai nella chiesa madre, quella vicina al comune, vedrai che sulla quinta fila di panche dall'altare c'è una targhetta con il suo nome perchè le comprò lui. Capito come si poneva? La mafia aiuta la gente, lo Stato no."

Palermo. La foto dimostra che Letizia Battaglia è arrivata sul luogo dell'omicidio prima delle forze dell'ordine e dei soccorsi, che sono di sfondo in cima al vicolo
Regolamento di conti. Come si vede dalla foto il corpo verrà portato via dalle forze dell'ordine in una bara rudimentale, una cassa di legno grezzo. Se fosse stata una morte per incidente "normale"avrebbero usato una bara vera. Era lo scherno e la sfida della Polizia nei confronti dei mafiosi uccisi.

BORIS GIULIANO, Capo della Mobile, ucciso il 29 luglio 1979
Il giudice CESARE TERRANOVA, parlamentare del Partito Comunista e in Commissione Antimafia, ucciso a Palermo nel settembre del 1979, incastrò il boss Luciano Liggio che lo condannò a morte.
La sua guardia del corpo, il Maresciallo LENIN MANCUSO, poteva essere risparmiato ma fu ucciso solo per il nome che portava.

LUCIANO LIGGIO, boss corleonese

VITO CIANCIMINO, ex sindaco di Palermo, durante il processo "mafia e appalti" del 1989
L'attentato in cui perse la vita ROCCO CHINNICI: per la prima volta la mafia usa l'esplosivo (sicuramente di importazione). Con lui persero la vita il maresciallo MARIO TRAPASSI, l'appuntato SALVATORE BARTOLOTTA e il portiere STEFANO LI SACCHI

L'agguato a SALVO LIMA (eurodeputato!!!)




I documenti del maxi processo

Il figlio di un boss ucciso, fotografato durante la veglia funebre per il padre.
Vive ancora oggi vicino a Corleone ed è, per fortuna, una persona onesta.
Finiamo il giro ed arrivati all'ultima stanza si scusa perchè ho dovuto pagare il biglietto.
- "Rischiamo di chiudere. e qui siamo volontari"
- "Come rischiate di chiudere?!"
Si avvicina e parlando sotto voce mi spiega una serie di follie burocratico-politiche che verrebbe voglia di spalancare una finestra e mettersi a urlare.
Se ne va dicendomi che posso restare quanto mi pare e consigliandomi di fare delle foto perchè alcune immagini non si trovano neanche su internet.
Rifaccio il giro con calma soffermandomi nella stanza con i documenti del maxi processo, con le pareti ricoperte di scaffali pieni di vecchi inserti da ufficio in stile anni 80.
Mi metto a leggere le targhette: Gaspare Mutolo, Salvatore Riina, Michele Greco...ce n'è per tutti i gusti.
Prima di uscire mi fermo alla portineria e chiedo di nuovo alla guida british il nome della fotografa: non l'avevo mai sentita nominare e vorrei saperne di più.
Ovviamente la seconda tappa è d'obbligo: la chiesa!!
Aveva ragione, la targhetta sulla panca di legno della quinta fila c'è e mi verrebbe da staccarla con le unghie e con i denti ma siccome ho del senso civico e rispetto per il luoghi sacri (tutti) mi limito ad imprecare.
Terza tappa: la casa dei Riina, ma non quella dell'altro giorno, un'altra: sempre confiscata fu usata prima come sede dell'Istututo Tecnico Agrario di Corleone grazie all'ex sindaco Pippo Cipriani e che dovrebbe doventare la nuova sede della Guardia di Finanza.
Ci siamo stati 2 anni fa, anche dentro, e stavano iniziando i lavori per renderla adatta al nuovo scopo.
Cerco di usare il senso dell'orientamento per trovarla senza fare giri a vuoto e mi arrampico fra i vicoli e le vecchie case, passo accanto alla targa che mi ricorda che in quel punto è stato ucciso il sindacalista Bernardino Verro, e finalmente riconosco il dietro della villa.
Sulla facciata c'è scritto Guardia di Finanza ma è tutto chiuso. Perchè?! Perchè ancora non la usano, dopo tutto questo tempo?

Il mio istinto di rompiballe mi costringe ad andare alla ricerca della vecchia sede delle fiamme gialle a chiedere delucidazioni. Ma non mi ricordo assolutamente dov'è.
La fortuna vuole che incontri una macchina di vigili (la prima volta in vita mia che sono felice di vederli), mi spiegano, seguo le indicazioni.
Ecco la sede della Finanza. Passo il cancellino, arrivo alla porta suono.
Mi apre un tizio in divisa e fa subito una faccia al limite fra il sorpreso e il sospettoso.
Mi presento (nel senso di nome e cognome), gli dico che so della confisca dell'altra casa e la destinazione che gli è stata data, che so che l'assegnazione è di un bel pò di tempo fa e che sono curiosa di sapere come mai ancora è chiusa. E' un bene pubblico, la Finanza è dello Stato, legittimo chiedere.
Il tizio mi fa stare sullo zerbino.
- "No, ancora non è utilizzabile"
Grazie, eh. Avrei voluto dirgli che quella era l'unica cosa che avevo capito e che è per quello che ero lì. Ma sei un finanziere o un carabiniere?!
Ci vuole un'idea.
- "L'altra volta abbiamo anche potuto vedere l'interno grazie a un suo collega. Eravamo qui con i campi di lavoro "Liberarci dalle Spine", non so se conosce, organizzati dall'ARCI Toscana...infatti ora sono qui anche per sbrigare alcune cose per Maurizio Pascucci...."
Scopro di aver detto le parole magiche, tipo apriti sesamo: ARCI TOSCANA, LIBERARCI DALLE SPINE, MAURIZIO PASCUCCI. E il gioco è fatto!I
Il finanziere si rilassa un attimo, cambia espressione e mi fa entrare.
Mi spiega che stanno finendo i lavori nelle celle (che sono obbligatorie) ma che tra poco faranno il trasloco e che Maurizio è stato li la settimana precedente e ce l'hanno anche chiuso dentro, alla cella. Il brivido della carcerazione.
Comunque il finanziere si dimostra gentile e il fatto che Maurizio stia monitorando quel che accade (cella compresa) è una garanzia.
Ringrazio, sorrisone, saluto.
Ex casa Riina, futura sede della Guardia di Finanza
Ho un sacco di chilometri di salita sulle gambe, ho fame e caldo: cibo e panchina in Villa.
Mi siedo, addento un tramezzino e mi metto a sfogliare il giornale.
C'è un tizio seduto sull'erba con un libretto in mano. E' evidente che quando è nato ha avuto in dotazione qualche giorno in meno.
- "Di dove sei?"
Lo sapevo...chiaro, limpido, io i matti li attiro come le mosche.
- "Sono Toscana."
Ci mettiamo a parlare e qualcosa di sensato viene fuori. Mi racconta di aver vissuto per un periodo "al nord" (non è dato sapere dove) che lavorava come operaio ma che per colpa di un suo cugino ha avuto dei guai, ha perso il lavoro ed è tornato qui. Il cugino deve essersi approfittato della sua...ingenuità.
Ha in mano un libretto su Gesù pieno di appunti e frasi sottolineate.
Mi dice che si è pentito degli errori e che è dispiaciuto per aver perso il lavoro.
- " Beh, tutti facciamo degli errori...l'importante è rendersene conto e rimediare. In fondo lo dice anche la Bibbia, chi è senza peccato scagli la prima pietra!"
La citazione biblica è un'arma a doppio taglio, nel senso che mi guadagno la sua fiducia ma mi attacca un gancio di 1 ora.
Per fortuna vedo Nino che cammina sul marciapiede e mi da il pretesto per la fuga.
Un giretto con il mio piccolo amore siculo che poi sparisce fra i vicoli con i suoi amici.
Ultima tappa: la Camera del Lavoro.
E' ancora chiuso, mi siedo sul marciapiede.
Una macchina, scendono due ragazzi. Uno lo conosco sono sicura. Ci guardiamo...
- "Sei Laura, vero? Giuseppe mi ha detto del tuo arrivo. Faccio il servizio civile alla CGIL, ci siamo visti in estate al centro multimediale. Vieni che ci prendiamo un caffè!"
Ah, ecco chi è! Si si, mi ricordo! Saliamo in macchina e andiamo a prenderci questo caffè. Da lì di nuovo alla CGIL, ho appuntamento con Giuseppe di Dialogos.
Lui e la sua ragazza vogliono portarmi sull'ultima rocca che mi manca da vedere, quella con la torre saracena.
In cima alla rocca il paesaggio è un mix fra il gennargentu e il deserto dei tartari, se si esclude il pastore con le pecore e i cani feroci, un posto dimenticato da Dio e, a questo punto, anche dai saraceni.
Ci dobbiamo arrampicare un pò. è tutto scosceso e ripidissimo, non vorrei che diventasse la mia foiba, però arrivati in cima capisco che ne è veramente valsa la pena: il panorama è da togliere il fiato.
La torre di avvistamento saracena è ancora in buono stato, se non si considerano le scritte "mario ama lucia" e le bottiglie di birra vuote dentro il rudere. Italioti.
I ragazzi mi fanno notare che su ognuna delle rocche, questa compresa, c'è una croce e che, con il cristo che domina Corleone, è la riproduzione della scena del calvario, con Gesu al centro e i ladroni ai lati.
Guardo Corleone dall'alto, il Cristo e le rocche: è vero!!
Solo chi abita qui poteva farmi notare una cosa del genere.
E' ora di cena ragazzi: ritorniamo a valle...

La rocca con l'ex carcere, oggi monastero di frati
La rocca con la torre saracena

Il Cristo sulla terza Rocca e sotto la statua di San Leoluca, patrono di Corleone